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lunedì 7 gennaio 2013

Zuppa di farro e legumi misti

zuppa farro e legumi

Eccoci di nuovo qui, in cucina, anno nuovo ricette nuove! Con questo tempo i cui colori tendono a variare dal grigio cenere al grigio piombo fino ad arrivare al nero cupo, niente di meglio di una bella zuppetta calda e rinvigorente. Per la ricetta, di cui sopra e sotto, mi sono ispirata ad una pubblicazione di sale & pepe ma come di consueto, l'ho modificata in diversi punti. Vi comunico che questo mese non pubblicherò nessuna ricetta di dolcini, dolcetti e affini, mi sembra che ne abbiamo già mangiati abbastanza durante tutte queste feste, non vi pare? Che cattiva, booooooooooooo! Comunque ci rifaremo nel mese di febbraio (gh gh gh).  Buon inizio settimana ma soprattutto buon inizio anno a tutti voi! Baci, alla prossima!


Zuppa di farro
e legumi misti



Ingredienti (x 4 ps.):
  • 250 gr. tra legumi misti (ceci, fagioli con l'occhio, fave, lenticchie, piselli) e farro perlato
  • 1 grossa patata
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 porro di medie dimensioni
  • 1 costola di sedano
  • 1 carota piccola
  • 200 gr. di pomodorini ciliegini
  • pecorino semi-stagionato
  • sale/pepe/ olio evo

Mettere a bagno i cereali e il farro per una notte, il giorno seguente sciacquarli bene e lessarli in acqua bollente priva di sale per 1h. circa. A fine cottura aggiungere il sale. Fare un soffritto con 4 cucchiai di olio, la carota, il porro, il sedano e l'aglio, salare, pepare, unire metà dei ciliegini e le patate a tocchetti, sbollentare il tutto ed unire i legumi e il farro con la loro acqua di cottura, infine cuocere a fiamma bassa per 30'. A metà cottura aggiungere il resto dei ciliegini. Servire in ciotole singole o in una grande preferibilmente in coccio con una spruzzata di pecorino, pepe e un filo d'olio evo.  

lunedì 22 ottobre 2012

Minestrone di zucca

minestrone di zucca

Tanto per non perdere il vizio e ricordarvi che l'autunno è la stagione della zucca eccomi qui con un'altra ricetta a base di questo deliziosissimo vegetale. Confort food per eccellenza, il minestrone è uno di quei piatti che hanno delle qualità terapeutiche, ti riscaldano dal freddo, ti consolano se sei triste e ti rimettono in piedi se sei influenzato. Ammetto che con le temperature odierne forse lo si potrebbe gustare al meglio freddo, ma sono fiduciosa, l'autunno, a stare alle prossime previsioni, è alle porte, quindi, mettiamo nel cassetto questa ricetta per qualche giorno ed attendiamo fiduciosi. Ah, dimenticavo, buon cambio dell'armadio a tutti!


Minestrone di Zucca



Ingredienti (x 2/3 ps.):

  • 700 gr. di zucca pulita
  • 200 gr. di pasta tipo ditaloni
  • 600 ml. di brodo di verdure (no dado)
  • 1 cipolla
  • 8 foglie di salvia 
  • 1 grosso rametto di rosmarino
  • semi di zucca decorticata
  • noce moscata
  • olio evo/sale/pepe

Dopo aver accuratamente lavato e sbucciato la zucca ridurla a pezzetti. In una casseruola anti aderente far soffriggere la cipolla tritata con l'olio, le foglie di salvia e il rosmarino. Unire i pezzetti di zucca e far rosolare per 3-4' circa, aggiungere il brodo (caldo) e far stufare per 10' circa. A termine cottura togliere con un ramaiolo metà del liquido e della zucca, frullarli col minipimer e trasferire il liquido di nuovo nella casseruola. Aggiungere un pizzico di noce moscata aggiustare di sale e unire la pasta. Cuocere per circa 8/10' aggiungendo, se il liquido va a prosciugarsi, altro brodo caldo. Versare la zuppa nelle ciotole e completare con un ciuffetto di rosmarino, dell'olio evo e i semi di zucca decorticata. Se piace anche una grattugiata di parmigiano reggiano. Ricetta presa dalla "cucina moderna" riadattata dalla sotto scritta a piacimento.

venerdì 17 febbraio 2012

Sweet Friday, 17 ... Potatoes and Jerusalem artichoke velouté (vellutata di patate e topinambur)

vellutata di patate e topinambur

Parliamo seriamente del "Jerusalem Artichoke" ovvero del Topinambur, che farne? Mai assaggiato, mai cucinato per poi scoprire che è come la patata ma dal sapore di carciofo, ma più delicato, che il suo fiore lo avrò fotografato mille volte e che ha anche poche calorie. Di origine tedesca (non capisco perché in inglese lo chiamino il carciofo di Gerusalemme), viene usato in cucina in tantissimi modi, e così mi si apre un mondo, fatto di risotti, zuppe, creme, omelette, torte salate o come condimento per carne e pesce. Io, dato che era la prima volta, come incontro ravvicinato ho optato per una semplice vellutata, rendendola più gentile aggiungendo anche qualche patata. Risultato più che soddisfacente, da sperimentare su altre ricette il più presto possibile!   


Vellutata di Patate
 e Topinambur


Ingredienti (x 4 ps.):
  • 500 gr. di topinambur
  • 2 patate di media grandezza
  • 1 scalogno
  • brodo vegetale (qb)
  • olio evo

Sbucciare i topinambur e farli a pezzettini, procedere alla stessa maniera per le patate. Tritare lo scalogno e metterlo in una casseruola antiaderente con l'olio, farlo appassire per pochi minuti e poi aggiungere le verdure a pezzetti. Far rosolare per qualche minuto e poi ricoprire il tutto con il brodo vegetale. Far cuocere a fiamma bassa finché le verdure non risulteranno morbide, far intiepidire e passare nel mixer, frullare bene e poi trasferire nuovamente il composto nella casseruola. Riscaldare e aggiungere altro brodo se dovesse risultare troppo densa, insomma, a vostro piacimento. Versare nelle scodelle e guarnire con un filo di olio a crudo (quello buono!)  e se volete anche qualche crostino leggermente agliato. 

mercoledì 25 gennaio 2012

Ogni promessa è un debito: "Zuppa di cereali, legumi e radicchio rosso marinato al balsamico"

zuppa di cereali, legumi e radicchio rosso marinato al balsamico

Ogni promessa è un debito, proprio come recita il titolo. Ecco a voi, la zuppetta rinvigorente, buona buonissima, calda e sostanziosa! La potevo arricchire ancora di più, aggiungendo per esempio del bacon croccante o del cotechino avanzato, ma, a dire il vero non ho osato molto, d'altronde la semplicità è quella che premia sempre, o no? Io direi di si anche se ultimamente mi sono ritrovata a far zapping tra i canali o programmi sulle reti nazionali e non di cucina, e un grande punto interrogativo mi si è subito stampato in faccia. Ma che combinano alcuni cuochi? O cosa sono quelle mostruosità che mettono nei piatti? Quelle porzioncine tutte effetto e poca sostanza? Personalmente rabbrividisco! Io sostengo che un bel piatto di pasta (1 etto, non un grammo di meno!) doverosamente condito riempie sia lo stomaco che il cervello, per quanto mi riguarda le porzioncine da anoressica mi demoralizzano facendomi entrare in uno stato di depressione ansiogena. Capisco che è il nuovo mood, ma vi dico, in tutta sincerità, che la prima cosa che mi viene da pensare è: "Minchia! Mica mi farà male tutta quella roba?". Okey, va bene, ultimamente mi sto rivedendo tutte le repliche dell'ispettore Coliandro ... Ma che fine ha fatto quel bel piatto di pasta intonso, si, proprio quello della nonna? Mah, saranno anche dei grandi chef ma chissà perché, e ne sono quasi convinta,  li immagino quando se ne vanno a casa per cena, buttarsi due etti di pasta mangiandoli direttamente dalla zuppiera ...  Alla prossima!
P.S: Per chi ne ha voglia, altre miriadi di foto del mio viaggio a VIENNA le potrete trovare QUI!

zuppa di cereali, legumi e radicchio rosso marinato al balsamico


Zuppa di cereali, legumi
e radicchio rosso marinato al balsamico


Ingredienti (x4 ps.):

  • 100 gr di farro
  • 50 gr. di orzo
  • 100 gr. di borlotti 
  • 50 gr. di piselli (surgelati visto che non è stagione)
  • 100 gr. di ceci
  • 100 gr. di cannellini
  • 1 cespo grosso di radicchio rosso (trevigiano)
  • 2 carote
  • 1 cucchiaio di aceto balsamico
  • 1 spicchio di aglio
  • 2 lt. di acqua calda
  • pecorino stagionato grattugiato (qb)
  • olio/pepe/sale (qb)

Pulite, mondate e poi lessate a parte i borlotti, i piselli, i ceci e i cannellini (ognuno di loro ha una sua cottura, quindi non mescolateli, questa operazione può essere effettuata anche un giorno prima). Lavate e pulite il radicchio, tagliate a metà le foglie e grigliatele facendo molta attenzione a non farle scurire troppo. Mettetele in una ciotola con un dell'olio evo, un cucchiaio di aceto balsamico sale, pepe e l'aglio precedentemente tagliato a fettine sottili. Mescolate e lasciate marinare. Nel frattempo pulite le carote e tagliatele in piccoli tocchetti. In una pentola possibilmente antiaderente o in coccio, versate i due litri di acqua calda e portate a bollore, aggiungere il farro e l'orzo (precedentemente sciacquati) e le carote, far cuocere per 10' circa a fiamma media. Aggiungete tutti i legumi (sgocciolati), mescolate, aggiustate di sale e pepe e cuocere per altri 15/20'. A cottura ultimata incorporate il radicchio (l'aglio lo potete togliere o tenere, a vostro gusto) con il suo condimento, aggiustate di sale. Impiattare in scodelline singole di coccio aggiungendo un filo di olio evo, una macinata di pepe fresco e del pecorino stagionato grattugiato.     
Per questa ricetta ho preso spunto da una zuppa molto simile pubblicata qualche anno fa su cucina moderna (credo) variandola però, in sostanza credo di esserne rimasta fedele solo nelle dosi .. ^__^

venerdì 11 novembre 2011

Minestra di lenticchie con ciliegini, comfort food alla seconda!

minestra di lenticchie con ciliegini


Okkey, non fa ancora così freddino, perlomeno da queste parti, ma a una fumante zuppetta non  rinuncio di certo, se poi ci sono anche le lenticchie, che io adoro, pancia mia fatti capanna! Comfor food alla seconda! Buon week e besos besos besos!!!



Minestra di lenticchie 
e ciliegini


Ingredienti (x 4 ps.):


  • 400 gr. di lenticchie (di Casteluccio possibilmente) 
  • 50 gr. di prosciutto crudo non sgrassato
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 costola di sedano
  • 1 carota
  • 1 cipolla bianca
  • 1/2 litro di brodo vegetale
  • 12 pomodorini ciliegini
  • 1 spicchio d'aglio
  • olio evo/sale/pepe


Fare un soffritto utilizzando 4 cucchiai di olio, la cipolla, la carota, il sedano, il prosciutto tagliato a listarelle, gli aghi di rosmarino e mezzo spicchio d'aglio. Fare intiepidire, unire le lenticchie precedentemente lavate, versare il brodo e cuocere il tutto per 45 minuti circa. A cottura ultimata frullare 3 cucchiai di zuppa e versarla di nuovo nella pentola, salare, pepare e versare il composto nelle ciotole da portata. Saltare in  padella l'aglio rimasto tagliato a fettine e i pomodorini divisi in due parti con 3 cucchiai di olio evo per 2-3 minuti, disporli al centro delle varie zuppette e servire. 
Ricetta presa paro-paro dalla "Cucina Moderna".



sabato 29 gennaio 2011

di zuppetta di ceci e zucchine al curry e di Buonaluce Photography ...

Zuppetta di ceci e zucchine al curry

Con questo freddo decisamente invernale, il cielo bigio, la pioggerellina fine e qualche linea di febbre, una zuppetta calda e gustosa potrebbe essere uno dei rimedi per poter riprendere le forze, oltre a rintanarsi in casa sotto il piumone in compagnia di un buon libro e un televisore da "millemiglioni di puppastrelli", se poi su "Iris" trasmettono una maratona di film irlandesi, beh, cosa si può' chiedere di più' dalla vita???

Zuppetta di ceci e zucchine al curry


Zuppetta di Ceci e Zucchine al Curry


Ingredienti (x 6 ps.):
163 Cal. a porzione


  • 500 gr. di zucchine
  • 1 lt. + 300 gr. di brodo vegetale
  • 250 gr. di ceci lessati
  • 6 fette di pane toscano tostato
  • 1 cipolla bianca
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 cucchiaino di curry 
  • olio evo/sale/pepe

Affettare finemente la cipolla e farla appassire in un filo d'olio, unire lo spicchio d'aglio sbucciato, schiacciato e tritato molto finemente, le zucchine a dadini non troppo piccoli. Farli cuocere finché non saranno appassiti e poi aggiungere i ceci già lessati, 1 cucchiaino di curry e annaffiare con il brodo caldo. Cuocere la zuppa per 20-30 minuti circa. Versare nelle scodelle aggiungendo ad ognuna 1 fetta di pane toscano preferibilmente tostato. 


- Buonaluce Photography -

Oltre a questa piccola e deliziosa zuppetta oggi vorrei presentarvi i "Buonaluce Photography" aka Alessandro Burato ed Emiliano Bernardini. Sono due bravi ragazzi che hanno scoperto la passione nonché l'amore per questa bellissima arte, la fotografia, ed ora, oltre ad essere già scesi in campo immortalando in maniera molto simpatica e originale matrimoni, cerimonie e interessantissime persone, hanno deciso di condividere con noi la loro arte organizzando il primo corso di fotografia teorico-pratica in quel di Carrara. Il corso si terrà all' Ex Mulino Forti, Carriona 42, e avrà inizio venerdì 4 marzo alle ore 21.00 e fine il 3 aprile.
Per maggiori info su durata e costo del corso potrete andare QUI (per chi ha un account facebook) altrimenti direttamente dal loro sito (QUI). Che dirvi?? In bocca al lupo ragazzi!! A seguire alcune memorabili foto del duo toscano!! ^^
























giovedì 16 dicembre 2010

La Ribollita e gli amici pelosi della Susy ...

la ribollita


La vita è proprio strana, delle volte si incontrano persone, o meglio, esseri innocenti e ricolmi di amore che in qualche modo, volente o nolente,  riescono a cambiartela, in meglio. Quello che è successo a me qualche mese fa, dopo una serie di fortunati eventi, devo ammetterlo, ha contributo a rendere la mia vita ancora piu' ricca ed "emozionale" che mai ... Vi starete forse chiedendo: "Ma che le è successo?? Ha vinto all'enalotto?? Ha sposato un riccone, bello alto biondo e molto piu' giovane di lei??"




Niente di tutto questo, ho solo avuto la fortuna di conoscere Rambo e i suoi amici, e visto che stava cercando una mamma che lo adottasse a distanza e visto che è stato anche amore a prima vista,  mi sono subito armata di scatolette, croccantini e piumini e li ho portati al lui e ai sui pelosissimi amici e ovviamente lo ho adottato a distanza, si, a distanza perché sinceramente sono tutti cani di grossa taglia, molto grandi e nel mio piccolo appartamento proprio ci starebbero come in galera, per non parlare poi  della capo famiglia, Aurora alis "Godzilla" che li ridurrebbe sicuramente a una stregua di poveri derelitti, sfregiati se non addirittura torturati .... 

rambo


Quello che mi ha colpito di piu' durante la mia prima visita è stato come questi cani fossero in perfetta forma fisica nonostante la vecchiaia, vi dico solo che il piu' anziano ha 18 anni!! Questo non è un canile vero e proprio ma una specie di Hospice per cani vecchiarelli, abbandonati, maltrattati o peggio ancora...  

lilly


Insomma, ho dovuto fare conto anche con i miei preconcetti sui canili in generale ma quando la titolare, la mitica "Gina" mi ha raccontato la storia di ognuno di loro (60 cani, e dico sessanta!!!) delle storie raccapriccianti su come venivano "accuditi" ( per modo di dire!!) dai loro padroni e vederli li, in mezzo al bosco, con le loro casette immacolate, con le copertine colorate, in piena forma, muscolosi e sorridenti mi si è riempito il cuore di gioia, affetto, tenerezza ... Mi sono letteralmente buttata su di loro, li ho abbracciati, coccolati, pero', sempre e comunque, con "un' ovo sodo che non andava ne su ne in giu'" (cit.)....  

lilly

Non sono assolutissimamente daccordo con quelle persone che dicono di amare gli animali piu' delle persone,  ma dal momento che ti prendi cura di un essere vivente, che sia un cane, un gatto, un tarpone o uno gnu, deve essere considerato come un essere da rispettare in tutto e per tutto, è una parte di noi, del nostro essere e dipendente quasi totalmente da noi, dagli affetto e lui ti ricambierà cento, mille volte di piu'! Comunque, ritornando al canile la signora che lo custodisce, insieme ad alcuni volontari, hanno sempre e comunque bisogno di aiuto, economico e non, quindi, magari, dico che sarebbe bello per esempio, invece di regalare un cucciolo al bimbetto capriccioso che il piu' delle volte lo scambia per un peluche, fargli capire, adottando anche a distanza una di queste piccole bestiole bisognose che questi non sono giocattoli, appunto, che non vanno maltrattati tanto meno abbandonati quando si parte per le vacanze, come è successo a molto di loro, purtroppo ..

lory


Potrei parlarvi per ore di queste magnifiche bestiole, delle loro storie, ma vi vorrei solo invitare a pensarci su, e linkare sul sito del canile (QUI) o sulla loro pagina facebook (QUI) ... basta poco, solo un' offerta ... veramente ... E visto che siamo vicini a natale, vi ricordo anche che, evitando i regali inutili per esempio a tutte quelle persone a cui vi sentite in obbligo di farli per vari motivi e che magari vi stanno anche sui maroni, lasciate perdere, ci sono tante associazioni onlus che hanno veramente bisogno di noi ... Fate qualcosa di diverso, a chi è diverso da noi, ci vuole veramente poco ....



Con tutto questo non voglio assolutamente fare la "San Francesco" della situazione, con tutte le stronzate che ho fatto in passato ho già la strada spianata per il purgatorio (se mi va bene ..) ma si puo' sempre migliorare nella vita, non credete????
Ora vi lascio in compagnia della Ribollita, ricetta di mia madre, una vera goduria, garantisco, un piatto decisamente adatto a queste freddissime giornate invernali!! Bacio e stay tuned con altre mirabolanti storie, foto e ricette!! Smuack!!!! 

ribollita


La Ribollita

Ingredienti:

  • 3 mazzetti di cavolo nero (io ne ero sprovvista ed ho adoperato il cavolo normale ma voi metteteci quello nero che è piu' adatto a questa ricetta)
  • 4 carote
  • 4 zucchine
  • 4 patate ( di media grandezza)
  • 1 sedano
  • 1 cipolla (il porro è anche meglio)
  • 1 bicchiere di passata di pomodoro
  • 1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
  • olio q.b.
  • 4/5 rametti di pepolino (timo)
  • mezzo peperoncino
  • un'etto e mezzo di pane di Vinca (Vinca è un paese situato sulle Alpi Apuane, pane fatto con acqua sorgiva e farina e crusca)
  • tre etti e mezzo di fagioli borlotti
  • sale q.b.


In primis lessare i fagioli, poi passarli nel passatutto con la loro acqua di cottura. Mondare e tagliare le verdure, il cavolo privarlo della sua costola. Mettere l'olio di oliva in una pentola abbastanza capace e far insaporire la cipolla tagliata a pezzettini, il sedano e le carote, aggiungere il pomodoro e il concentrato, il pepolino e il peperoncino. Mettere il cavolo tagliato a pezzetti, gli zucchini e le patate, lasciar cuocere lentamente. A fine cottura aggiungere il passato di fagioli. Quando comincia a bollire buttare il pane a dadini e girare, far cuocere per un quarto d'ora, spengere e lasciare riposare. Quando il piatto viene servito aggiungere un po' di olio a crudo... 
N.B.: il pepolino o timo, va' legato a mazzetto per poi poterlo togliere a fine cottura
N.B.: se la ribollita viene consumata il giorno dopo è ancora più buona...


"Che piova o nevichi, o il sole picchi forte sulle pietre, 
io saro' li, al tuo fianco, fedele, mai stanco, curioso e felice.
Guarderò il mare insieme a te ed i miei sogni si mescoleranno ai tuoi ...
Non ci saranno zampe, non ci saranno mani, ma solo il nostro cuore.
Ti accompagnerò sempre, ovunque ti difenderò ed ascolterò i tuoi pensieri,
silente come la notte entrerò nella tua anima e resterò li ...
per non lasciarti mai. E tu fa lo stesso con me.
Non mi abbandonare, perché io non lo farò mai."
-Lettera di un cane-
Giulia Modena   

domenica 31 ottobre 2010

Crema di zucca, patate, gamberetti e buon Samhain a tutte, stregacce!!!!

crema di zucca patate e gamberetti


Non so proprio come iniziare ... ecco ... forse forse ...... un guizzo ....
Fuori diluvia, nubi nere e cariche di pioggia si stanno riversando violentemente sulle povere foglie secche oramai cadute sull'erba da giorni. Un vento freddo e incessante sbatacchia gli infissi e io, dentro casa che sto intagliando zucche, incensando gli ambienti e preparando gli addobbi con i colori di Samhain, arancio e nero. La vita delle streghe è sempre più dura, specialmente di questi tempi, troppe cose da fare, da riparare e qualcuno da punire, anzi, molti. Sono anni da dimenticare, la crudeltà della gente spinge alla cattiveria, imbrogli, truffe in nome della legalità, omicidi, genocidi, tutte brutture che farebbero impallidire anche chi, come me, ha assistito, col passare dei secoli  a guerre e inquisizioni. A quei tempi si risolveva tutto con un bel giro di peste, oggigiorno c'è ben poco da rimediare, il morbo che si è incancrenito dentro di noi, è nel nostro cervello, nei nostri occhi, nelle nostre menti che vengono costantemente plagiate da quella scatola quadrata, ora anche in sedici noni, chiamata televisione .... Troppo potente anche per noi povere streghe, le nostre pozioni sono inadeguate, troppo deboli, stantie .... La fantasia è morta, la fanciullezza è crepata, l'innocenza è già bella che seppellita ... Che dire oltre, care sorelle, se le nostre magie non funzionano più??? Non diamoci per vinte! Stasera più che mai, inforchiamo le nostre care e vecchie scope, voliamo piu' in alto delle nubi stesse nonostante la pioggia e pisciamo in testa a tutti coloro che cercano di plagiare i nostri figli, il nostro futuro, la nostra vita!!! Ma per chi non se la sentisse, va bene anche una bella cena con gli amici, la famiglia e i parenti ^__^ . Per l'occasione mi sono anticipata preparando una  crema a base di zucca mantovana, patate e gamberetti, dei crumble zucca groviera e speck,  e dei deliziosetti plum cake sempre a base di zucca e mandorle ... Le zucche che vedete nelle foto non sono commestibili, vengono solo adoperate per decorare gli ambienti, quindi non compratele assolutamente per mangiarle! Buon Samhain dunque, e ricordate, una candela fuori dalla finestra insieme a un bel piattino di leccornie, piccolo accorgimento per lasciare fuori di casa eventuali spiriti maligni .... ^___^ 

zucche


Crema di zucca, patate & gamberetti


Ingredienti (x 4 ps.):

  • 300 gr. di patate
  • 500 gr. di polpa di zucca mantovana
  • 30 gr. di burro
  • 300 gr. di gamberetti già puliti (non scegliete quelli troppo piccoli)
  •  1/2 scalogno
  • prezzemolo fresco (qb)
  • olio evo/sale/pepe

Tagliare la zucca e le patate a pezzi dopo averle pulite e lavate. Rosolare lo scalogno sminuzzato nel burro per pochi minuti ed aggiungere le patate e la zucca, far insaporire per qualche minuto dopodiché salare e aggiungere 750 gr. di acqua calda. Cuocere per 30' circa affinché le verdure non risulteranno ben cotte. Nel frattempo cuocere i gamberetti in un filo d'olio d'oliva aggiustandoli di sale. Frullare la zuppa ancora calda nel mixer, aggiustare di sale e pepe. Se risultasse troppo densa aggiungere altra acqua calda. Versare la crema nelle ciotoline, distribuite alcuni gamberetti, del prezzemolo fresco tritato e un filo d'olio evo.
Ricette presa ma rielaborata dalla sotto scritta dalla rivista "più cucina".

    zucca

    Vagando nel web, mi sono imbattuta in questo delizioso racconto scritto da Antonio Bruno, si intitola "Susan, a Samhain", mi è piaciuto un sacco e ho deciso di condividerlo con tutte voi, quindi se avete dieci minuti di tempo vi consiglio di leggerlo .... Bacioni e buon Samhain, stregacce!!!!!
    "Susan, a Samhain"
    di
    Antonio Bruno
     
    "Il rosso e l’oro sembravano essersi impossessati della Terra, con le loro pacate o sferzanti pennellate mosse dal vento d’autunno… Gli alberi dei parchi cittadini e gli alti faggi che delimitavano i viali avevano ormai da qualche settimana iniziato nuovamente il loro annuale rito di speciale policromia stagionale inviando su tetti ed asfalti migliaia di loro "messaggere": passate cantanti di primavera, foglie che, solo qualche mese prima, erano rigogliose e verdi, nella danza armonica di fusione con il cielo, di anelito alla stella della vita che gli uomini chiamano Sole……
    Chi dice che l’autunno è una stagione triste o malinconica non ha capito nulla della magia perennemente vitale delle stagioni, che sono il respiro della natura. L’autunno è come una musica barocca, ed i suoi florilegi di colori caldi - di foglie o ricci di ippocastano che preludono a più intime introspezioni domestiche che ben presto porteranno gli uomini a sentire il bene atavico della dimora protettrice, cadendo a terra, o facendosi trasportare nell’aria, lontano - mi ricordano le scale armoniche di Vivaldi, di Bach o di Telemann…
    Susan Woodhouse era una bimba che queste cose le aveva sempre sentite, fin da quando aveva pochi anni: sembrava che, d’autunno, il suo giovane spirito si animasse di una strana euforia e provasse un grande piacere nel tuffarsi nei cumuli di foglie morte accatastate dagli spazzini o nel raccogliere ricci di ippocastano da terra, incurante delle punture che spesso martoriavano le sue manine. La sua cittadina era una tipica cittadina inglese, ordinata e borghese ma con la fortuna di essere immersa in una natura dolce e bellissima, in una terra che nasconde, forse, il mistero della vita intima, profonda, del nostro intero pianeta; credo che questo mistero fosse conosciuto ed onorato dai nostri progenitori, quando il tempo non era malato di apparenza e l’uomo non aveva ancora abbruttito sé stesso con la schiavitù del solo visibile. Dalle parti di Susan, la gente conservava ancora, sepolto in qualche angolo delle memorie ataviche ereditate da generazioni di uomini che, di quella terra, vivevano, una sorta di innata consapevolezza, un discreto quanto spesso inconsapevole colloquio di elezione con gli "spiriti delle lande", con le forze nascoste che ne vivificavano la linfa.
    Susan sembrava essere venuta da quell’imprecisabile passato e, crescendo, quella sua strana predilezione per l’autunno, quella incontenibile euforia che la portava ad intrattenersi per ore nei parchi cittadini o nei boschi delle immediate vicinanze dell’agglomerato urbano, divenne sempre più una particolarità irrinunciabile della sua vita.
    Quando, poi, il calendario scandiva il trascorrere dei giorni in prossimità del fatidico 31 ottobre, Susan avvertiva quasi una frenesia incontenibile. Mentre le sue amichette ed i compagni di scuola si accontentavano di girare le strade bussando di porta in porta per il tradizionale gioco del "TRICK-OR-TREATING", nel rituale ricatto che perpetravano al distratto mondo degli adulti e si mascheravano da streghe, folletti, spiriti e scheletri, Susan, che a volte era stata quasi trascinata dai compagni in quella parodia che trovava essenzialmente banale, faceva risuonare nella sua mente l’antica cantilena:


    "A soul cake!
    A soul cake!
    Have mercy on all Christian souls, for
    A soul cake!"

    (Abbi pietà per tutte le anime Cristiane/per una torta dell'anima)

    A 11 anni, la bimba rispose al "richiamo" di Samhain… Non sapeva cosa fosse ma sentiva che quel nome era come una specie di chiave. L’aveva, forse, letto da qualche parte, in qualche libro di leggende che il papà gli aveva regalato nel fugace tempo dell’infanzia. Susan sembrava rapita, dai quei racconti.
    "Sei proprio una piccola strega, come tua mamma!…" - si divertiva a dirle Dick Woodhouse stuzzicandola giocherellando coi i suoi riccioli ramati incapace di non pensare alla madre di Susan, che un giorno la foresta gli aveva portato via…
    Quell’anno, la strana cantilena dello "Samhain" cominciò a risuonare ossessivamente quanto delicatamente nella testa della bambina tornando dal doposcuola, in quelle ore in cui il Sole sta per farsi accogliere dal grembo mistico della figlia Terra ed il vento fa danzare in muliebri mulinelli le foglie distese al suolo in fittizi tappeti.
    "Samhain"…… Samhain!"….. udì quell’anno nella mente allo scostare con i piedi dei cumuli di foglie. Era la sera del 31 ottobre. La bambina portava in una mano la cartella e, con l’ altra, sorreggeva una zucca contenente un cero acceso che le avevano dato a scuola e che avrebbe dovuto portare così fino a casa pena l’arrabbiatura degli spiriti malvagi… E la voglia di tornare a casa, quella sera, era davvero poca… Poi, la bambina si fermò, i piedini sommersi da onde screziate di rosso ed oro…
    Alzò lo sguardo alla sua destra, oltre i bassi filari di case e villette del suo tempo distratto, ed andò a perdersi nei boschi e nei declivi delle regioni a cavallo fra Wiltshire e Somerset… Restò così, assorta, per minuti indefinibili… poi le parve di vedere come delle lunghe mani protendersi da quegli alberi lontani e vicini al tempo stesso, mani che facevano un gesto armonico, sincronizzato ed inequivocabile: chiamavano Susan a sé…
    Chi era, ormai, in quel momento, Susan?… Perché lasciò cadere a terra la cartella ed assunse quella strana luce di sogno nei suoi grandi occhi verdi?… Non lo sapremo mai.
    "Samhain"… "Samhain!"… sentiva ripetutamente fuori e dentro di sé la bambina, come una cantilena che l’attirava irresistibilmente…
    Attraversò cortiletti privati e scavalcò piccoli muri di sassi antichi, posti su quei crinali chissà quanti secoli prima da uomini che conoscevano, forse, il segreto di quella voce.
    Attraversò campi di grano ormai giunti da tempo al termine del loro ciclo annuale e… si sentì vitalizzata, preda di un indescrivibile gioia, di un benessere tale da farla piangere…
    "Ah, papà, papà!… Perché non sei qui con me, ora?…", pensò Susan per un attimo.
    "Forse andiamo verso la casa di mamma… Io è… *so* che lei è là, Papà…."
    Ma, poi, quello strano salmodiare, quelle braccia magre, avvolte da panni sfrangiati, scuri, lunghi, la chiamarono ancor più irresistibilmente verso la boscaglia, sulle "Hill" che forse non avevano mai avuto niente a che fare con il mondo degli uomini…
    "Samhain"… "Samhain!"… E Susan alzò la zucca con il cero acceso al suo interno verso gli alti alberi che non le avrebbero fatto, ne era certa, alcun male…
    "Samhain"… "Samhain!"… E il sole calò dietro le "Hill"…
    Ogni anno, da allora, Dick Woodhouse, che non era mai riuscito a piangere per la scomparsa della sua unica figlia, si spinge fino ai limiti della cittadina in cui era nato e vissuto. Gli occhi sono sempre lucidi, velati da un pianto nobile e dolcissimo che nessuno poteva capire davvero. Ad un certo punto, l’uomo si ferma e guarda lontano, oltre le "Hill"… E’ allora che le sue labbra si piegano in un abbozzo di strano quanto sereno sorriso.
    "Samhain"… "Samhain!"… canta la voce di Susan da qualche parte, laggiù… Un’eco più lontana, di voce femminile, ripete le parole di Susan:
    "E’ Samhain, papà… Ti aspettiamo…"  

    - Antonio Bruno -


    Con questa ricetta partecipo al contest di Lucy del blog "Ti cucino così", scadenza 11 dicembre 2010.

    mercoledì 6 ottobre 2010

    Zuppa Lombarda o "zuppa per i lombardi", un classico della cucina toscana

    zuppa lombarda


    Con questa pazza stagione, un giorno è caldo l'altro è freddo, è difficile evitare quei fastidiosissimi malanni che ci fanno ricorrere a dosi spropositate di kleenex, propoli, o per accelerare il tutto, flebo di rinazina sparate direttamente nelle narici . La palestra salta, le cene tra amici saltano, al lavoro si soffre il doppio, si dorme con tre cuscini, le ossa sembrano rotte, si bevono cose improponibili come  latte caldo e il miele (bruttissima sensazione che ricorda il rigurgito caldo di un neonato!!). Il tutto per poter respirare come una persona normale evitando di entrare in uno stato di apnea diurna e notturna perenne chiedendo al medico, in uno stato catatonico simil a un malato di peste bubbonica: "ma si può morire di raffreddore???" (se poi lui ti risponde candido: "Si, teoricamente si"  bé, allora ditelo!!!!!!! :(((. Non so voi, ma quando mi viene il raffreddore questo mi accompagna amorevolmente per circa 10 giorni; quindi, con quell'aria vagamente decadente che potrebbe ricordare, nella migliore delle ipotesi, una vita vissuta ai margini della più disastrata periferia parigina alla fine dell'ottocento, vago per la casa come uno zombie con fazzolettini sparsi in ogni dove, pile di medicinali accatastati sul comodino, un deumidificatore che lento spruzza il suo vapore e che fa tanto chiesa gotica incensata appositamente per il funerale del Re, e un lento, raccapricciante soffocato ohimmena-ohi-ohi che riecheggia per tutta la casa, insomma, un lazzaretto, per la gioia di chi mi viene a trovare indossando mascherine chirurgiche protettive e improvvisando di tanto in tanto anche qualche delirante e improponibile passo di moonwalker, ma questa è un altra storia ... ^^
    Comunque, visto  l'andazzo, schivando latte e intrugli vari, tremolante sulle mie gambe mi sono preparata questa zuppa, un classico della cucina toscana, un classico della mia famiglia, calda, confortevole come un abbraccio materno, semplicemente nostrana ma soprattutto fatta con prodotti nostrani. Ora voi vi starete chiedendo: "perché si chiama zuppa lombarda se è una ricetta della cucina classica toscana?" Risposta: "no-lo-so'", quindi, ho chiesto info a mia madre la quale mi ha risposto con un sonoro: "Bo?" Ecco, infatti ....  O.O Dunque ho fatto un paio di ricerche nel web e ho trovato questo:
    "Per il vero i lombardi non sanno neppure che cos'è, perché il vero nome sarebbe: "La zuppa per i Lombardi". La storia e la nascita di questa zuppa avviene a Firenze durante gli anni della costruzione della Faentina, (1880-1893, con apertura nel 1913 della diramazione Borgo San Lorenzo-Pontassieve) una ferrovia che passando per la magnifica valle del Mugello e attraversando con numerossissime gallerie e ponti l'Appennino, dal capoluogo Toscano conduce fino a Faenza nella splendida Emilia Romagna. I minatori che lavoravano nei pressi di Firenze, alla fine dei turni (estenuanti e lunghissimi, si lavorava nelle gallerie anche dodici ore al giorno ) non trovavano facilmente trattorie aperte o pronte per mangiare. Questo nonostante i pasti fossero fatti di poche cose; pane e cipolla, baccalà, salumi, un gotto di vino. Qualcuno pensò bene di fornire un pasto caldo, pronto a tutte le ore e a buon mercato, a quei poveri minatori Lombardi: appunto."
    (fonte: lastra on line.it
    Ora, la ricetta originale prevede di strofinare la fetta di pane toscano con un pochino d'aglio, in casa mia no, quindi, se avete intenzione di cucinarla, scegliete voi come più vi aggrada. 
    L'altra settimana invece, prima di ammalarmi gravemente di "raffreddorite acuta", girando per negozi ho trovato queste carinissime zuppierine arancionissime a pochi euro in uno di quei discount per la casa dove si trova veramente di tutto, non le trovate deliziose??? Lovely!!!

    kitchen gadgets e la zuppa lombarda

    Zuppa Lombarda

    Ingredienti (x4 persone):

    • 300 gr. di fagioli cannellini secchi
    • 2 pomodori maturi
    • 3/4 foglie di salvia
    • 1 spicchio d'aglio
    • 12 fette di pane scuro toscano raffermo
    • olio/sale/pepe

    Lessare i fagioli in acqua salata con la salvia, i pomodori sbucciati e tagliati a pezzi grossi e l'aglio. Abbrustolire leggermente le fette di pane, spezzarle in 2 parti, distribuirle nelle ciotole e condirle con un filo di olio evo e una spruzzatina di pepe. Passare con il passatutto 1/3 dei fagioli lessati e rimetterli nella pentola. Versare il brodo di fagioli  bollente nelle scodelle sopra le fette di pane, aggiungere qualche fagiolo lessato e completare con altro olio evo e pepe nero macinato. Da consumare calda.